La traversata atlantica è un esperienza unica che affascina sempre i navigatori e i velisti di ogni età e di diversi livelli d’esperienza. La mia prima traversata Atlantica l’ho fatta nel 97, avevo 21 anni e tanta voglia di navigare.

In tutti questi anni mi è capitato di navigare con equipaggi di tutti i tipi, giovani e ultra settantenni, skipper professionisti, diportisti, diabetici, istruttori di vela, armatori, regatanti o persone con poca se non nessuna esperienza nautica, e uno cosa l’ho capita: indipendentemente dal livello quello che fa la differenza sono la voglia e la motivazione. 

Le due traversate Atlantiche più classiche, quella di andata dalle Canarie verso i Caraibi o il sud America e quella di ritorno dai Caraibi alle Azzorre, sono in realtà molto differenti tra loro.

La Traversata Atlantica di andata dovrebbe regalare venti portanti, mare in poppa e alte temperature grazie alle latitudine a cui ci si spinge per agganciare gli Alisei. Ho usato il condizionale perché spesso negli ultimi anni l’ Alta pressione delle Azzorre tarda a mettersi in posizione e così capita di affrontare parte della traversata Atlantica con venti di direzione variabile, a volte anche di bolina e con una fastidiosa onda al traverso se si rimane troppo alti di latitudine. Per dirla tutta in parte è anche colpa nostra, vogliamo tutti arrivare ai Caraibi per festeggiare il Natale al cado e partiamo in anticipo su quello che dovrebbe essere il periodo migliore per la traversata Atlantica. Gli Alisei soffiano più stabilmente da Novembre ad Aprile ma vista la loro età non sono sempre puntualissimi…

La traversata di andata regala momenti magici ed è quella che sicuramente consiglio per chi ha meno esperienza di navigazione. Questo non vuol dire che sia una passeggiata, siamo pur sempre in Oceano, le onde non sono quelle del Mediterraneo e spesso si naviga la notte tra groppi di vento e acqua che superano i 30 kn

Sarà molto probabile che ci si metta qualche giorno per prendere il ritmo con i turni, con lo Spinnaker e a timonare con onda formata ma poi ci sono le notti stellate o la luna che illumina la scia e ti sembra di volare che fanno passare la stanchezza e la voglia di arrivare.

Il resto lo faranno la compagnia, il mare, se siete fortunati la pesca, e i momenti di relax fuori dal proprio turno dove perdersi guardando l’Oceano.

La traversata Atlantica di andata è un’esperienza unica che dà tanto dal punto di vista personale e umano.

Per quanto riguarda il ritorno invece dipende molto dal periodo in cui lo si affronta.

Può essere una traversata molto calma nei periodi di maggio e giugno o se fatta a basse latitudini con tanto gasolio. 

Ben altra cosa è nel periodo invernale fino ad aprile, specialmente se per cercare i venti bisogna spingersi alle latitudini più a nord e si incorre in qualche perturbazione:

almeno tutta la prima settimana si è di bolina e con mare formato.

Dopo i primi giorni ci si dimentica del caldo, e la cerata, gli stivali e i vestiti pesanti prenderanno il posto di pantaloncini corti e magliette.

É una traversata più tosta dal punto di vista fisico, più tecnica e per questo più adatta a chi a più miglia alle spalle.

Ogni traversata Atlantica è diversa e dipende dalla propria esperienza ma anche dalla barca, dall’equipaggio, dalle condizioni meteorologiche e dalla dose di fortuna che ci accompagna.

Al mio equipaggio sono solito dire che si attraversa tutti insieme, non si è trasportati e ognuno deve dare il proprio contributo per la traversata con i propri limiti e le proprie caratteristiche. Richiedo di partecipare a tutta la vita di bordo, dalla preparazione della barca prima della partenza ai turni di guardia durante la navigazione. Di solito i turni sono di quattro ore di giorno e tre di notte ma possono variare a seconda dell’equipaggio.

Generalmente non utilizzo il pilota automatico perché consuma energia, ma soprattutto perché Timonando si è più attenti a quello che succede, non ci si addormenta e si sfrutta il tempo per migliorarsi. L’upgrade é garantito. Anche se non siamo in regata il mezzo nodo che si guadagna con la concentrazione, le giuste regolazioni o i cambi di vela al momento giusto vuol dire 12 miglia  in più al giorno, che in diciotto giorni valgono un giorno e mezzo di navigazione…

Molti giorni in oceano su una barca possono sembrare difficili ma la magia di quest’esperienza è proprio la perdita del senso del tempo, dopo pochi giorni si prende il ritmo i turni scorrono veloci così come le emozioni, i

giorni e le notti volano e non ci si capacita di quanto tempo è passato.

RACCONTI DI BORDO

TRAVERSATA ATLANTICA 2013 RACCONTI DI BORDO DI ENZO GIUMMOLE

Il racconto di Enzo membro dell equipaggio di Jep 6 nell’attraversata dalla Jamaica alla Sardegna piu di 4500 miglia tra oceano e Mediterraneo

Traversata atlantica ARC 2020

Quest’anno per la traversata Atalantica di andata dalle Canarie ai Caraibi, parteciperò all’ arc 2020, transatlantic rally che parte ogni anno da Gran Canarie e arriva S Lucia. La partenza è prevista per domenica  22 novembre e parteciperanno più di 200 barche di diversa nazionalità.

Nella settimana che precede la partenza l’arc organizza diversi seminari riguardanti i vari aspetti che si vanno ad affrontare durante una traversata atlantica come la sicurezza, la meteorologia, le comunicazioni in alto mare ecc…Tutti gli equipaggi possono partecipare e per questo consiglio di anticipare un pò l’arrivo prima dei due giorni richiesti di solito prima dell’imbarco.

I giorni prima della partenza sono fondamentali per prendere confidenza con la barca e il resto dell’equipaggio.Si preparerà la cambusa e si faranno gli ultimi controlli prima della partenza.

La traversata Atlantica può durare dai 15 ai 20giorni a secondo del tempo che si trova per cui si richiede almeno 22 giorni di disponibilità. Durante la navigazione saremo costantemente monitorati tramite tracking dell’ arc e la nostra posizione sarà visibile con quella delle altre barche sul sito della world cruising.

 

 

IL PASSAGGIO DELLO STRETTO DI GIBILTERRA

Una delle tratte più belle per un velista, l’uscita dal Mediterraneo e il primo assaggio di Oceano.

800 miglia in Oceano da Malaga a Lanzarote

Arc 2018 progetto vela e diabete

Traversata di ritorno 2019 Saint Marteen – Azzorre